La metodologia della traduzione giuridica

Qualche giorno fa una ragazza interessata al nostro laboratorio sulla metodologia della traduzione giuridica che si terrà il prossimo 26 maggio, ci ha chiesto delucidazioni sugli argomenti che saranno trattati e quali sono le esigenze cui si vuole andare incontro con questo specifico corso.

Ho chiesto alla docente, Arianna Grasso, di scrivere due righe su questo argomento per il nostro blog. Un piccolo anticipo di ciò di cui parleremo a Pisa in occasione del corso.

Buona lettura, e grazie Ary.

Sabrina

I traduttori legali affrontano ogni giorno una situazione paradossale: le pressioni dei committenti, che si rivolgono quasi sempre a loro con richieste di scadenze a volte irragionevoli, e i tempi lunghi o lunghissimi insiti nelle accurate ricerche terminologiche che sono chiamati a svolgere. Le due esigenze sono inconciliabili e la perdita di tempo è un lusso che i traduttori legali non possono permettersi.

 Le fonti terminologiche online, che stanno sempre più imponendosi su quelle cartacee, sono preziose perché offrono un ampio ventaglio di risorse (anche se ancora scarse e non sempre affidabili) ma si rivelano a volte estremamente dispersive se non utilizzate con criteri selettivi efficaci e razionali. E’ quindi necessario apprendere un metodo che consenta di selezionare e razionalizzare tali fonti, indipendentemente dall’argomento della traduzione legale che svolgiamo, evitando lunghe ore di ricerche nelle direzioni sbagliate, per approdare spesso a risultati insoddisfacenti.

Il risultato finale, infatti, non può mai essere approssimativo nel caso della traduzione legale. Si devono spesso affrontare traduzioni relative a negoziazioni, trattative e contenziosi di notevoli entità, di cui a volte è richiesta l’asseverazione. Questo ambito implica quindi notevoli responsabilità e di conseguenza la certezza che i lavori consegnati siano corretti sotto tutti i profili.

 Il Laboratorio ha l’obiettivo di fornire ai partecipanti gli strumenti metodologici più rapidi ed efficaci per affrontare la traduzione dei documenti che ricorrono con maggiore frequenza nel settore delle traduzioni legali. La metodologia che illustreremo consente di risolvere tanto i dubbi terminologici quanto gli aspetti legali delle traduzioni giuridiche di qualsiasi argomento, anche in assenza di specializzazione in ambito legale.”

Le asseverazioni in Italia: tribunali a confronto – A che punto siamo?

Finalmente ho delle novità da comunicarvi rispetto all’indagine condotta nel corso del 2011 da Maria Antonietta Ferro, circa le modalità con cui si assevera nei tribunali italiani e con cui si diventa CTU.

E’ proprio lei che mi scrive stamattina, per informare che  presto troverete i risultati del sondaggio sul sito di FILODIRITTO EDITORE, dove verrà pubblicato l’e-book con la totalità dei risultati dell’indagine.

Grazie davvero a Maria Antonietta per il lavoro svolto, e grazie grazie grazie alle colleghe e ai colleghi che hanno dedicato il loro tempo al sondaggio. L’ambizioso obiettivo, oltra a far luce sul settore, è che questo lavoro serva anche a smuovere un po’ le acque e ad attirare l’attenzione di chi di dovere, affinché i procedimenti con cui i “traduttori giurati” si confrontano quotidianamente siano resi  uniformi e maggiormente trasparenti e fruibili.

Dal confronto con colleghi “traduttori giurati” operanti sull’intero territorio nazionale è emerso che esistono differenze a volte sostanziali fra un Tribunale e un altro in relazione ai requisiti richiesti per l’iscrizione all’albo e, soprattutto, in merito alle procedure di asseverazione delle traduzioni. Ciò è servito da spunto per la realizzazione di un’indagine pilota dal titolo “Le asseverazioni in Italia: Tribunali a confronto”, di cui esamineremo e  commenteremo solo una parte dei risultati in occasione del corso “Il traduttore giurato” che si terrà a Milano il 2 marzo prossimo e che sarà presentato ufficialmente a Venezia – Ca’ Foscari, il 5 marzo. L’e-book contenente la totalità dei dati, con relativa analisi e commento, sarà pubblicato a metà marzo da FILODIRITTO EDITORE. Invito quindi  a iscriversi alla newsletter di Fildiritto Editore, attraverso il loro sito, per essere tempestivamente informati sull’uscita di questa pubblicazione che rappresenta una novità nell’ambito dell’editoria giuridica e che vorrebbe costituire il punto di partenza per una disamina più approfondita delle problematiche emerse.”

PILLOLE DI SEMINARIO – La filiera del libro, un post di Chiara Marmugi

Ancora qualche anticipazione, in attesa del primo dei seminari sulla traduzione editoriale proposti da STL a partire da quest’anno.

Chiara Marmugi, docente del corso del 25 febbraio prossimo, ci parla di uno degli argomenti che tratterà in quell’occasione: la filiera del libro, ovvero il percorso che il libro segue, dalla stesura del manoscritto in lingua originale all’uscita in traduzione.

Un autore, esordiente o meno, che voglia pubblicare un romanzo, stipulerà con una casa editrice del proprio Paese un contratto editoriale, cedendole per un tot di anni i diritti del proprio testo (qui i dettagli, e ricordate che l’autore non dovrà mai pagare un euro di tasca propria, il perché lo spiega Michela Murgia). La casa editrice metterà a sua disposizione un revisore, o editor, che discuterà con lui forma e contenuto del testo. Una volta raggiunta una versione condivisa sia dallo scrittore che dall’editor, il testo passerà al revisore di bozze, che si limiterà a correggere i refusi.

Se il libro ha successo e un editore straniero vuole pubblicarlo, contatta l’editore del testo in lingua originale, dal quale acquista i diritti per la traduzione nella lingua di arrivo. A volte il contatto tra l’autore e il primo editore o tra i due editori viene mediato da un’agenzia editoriale o da uno scout letterario, addirittura alcune case editrici affidano tutto il lavoro con l’estero a un singolo agente.

Una volta che i diritti sono stati acquisiti entra in scena il traduttore, che prima di iniziare il suo lavoro dovrà firmare un contratto di traduzione con il secondo editore, in cui gli cede i diritti del proprio testo per un tempo determinato (una serie di esempi di contratto è consultabile qui, si tenga però presente che il traduttore ha sempre il diritto di paternità dell’opera, ovvero il suo nome deve comparire sul testo tradotto, e di integrità, vale a dire che quanto da lui scritto non può essere modificato senza il suo consenso). Una volta terminata, la traduzione passa per le mani di un revisore, che non si cura del contenuto, ma solo della forma del testo, controllando che non ci siano errori di comprensione, di resa, né parti mancanti. Il testo rivisto torna poi al traduttore, che accetta o rifiuta i suggerimenti del revisore, e lo scambio prosegue finché non si giunge a una versione condivisa da entrambi. Il testo passa infine al revisore di bozze, che corregge gli eventuali refusi rimasti. Una volta che il testo è stato stampato, si passa alla distribuzione e alla vendita dello stesso, e l’autore e il traduttore rientrano in gioco, eventualmente, per la campagna promozionale.”

Il resto al corso, vi aspettiamo!

Università Ca’ Foscari Venezia 5-6 Marzo – Corso “Il mercato dell’interpretariato e della traduzione in Italia”

Vi informo con una punta d’orgoglio di questo evento cui parteciperà anche STL, organizzato dal Dipartimento di Studi sullʼAsia e sullʼAfrica Mediterranea (DSAAM) dellʼUniversità Caʼ Foscari Venezia, rivolto agli aspiranti interpreti e traduttori che si affacciano sul mercato della traduzione.

Michele Mannoni, il referente dell’organizzazione, ci ha contattato tempo fa chiedendoci di partecipare con alcuni dei nostri moduli ad una delle due giornate. Progettare un intervento destinato a dei ragazzi che stanno per entrare in un mercato complesso e articolato come il nostro è stata una bellissima esperienza che si concretizzerà in aula (non vedo l’ora!), quando ce li troveremo davanti con tutte le loro sacrosante domande. In proposito voglio ringraziare i docenti di STL coinvolti nel progetto (Maria Antonietta Ferro, Giuseppe Bonavia e Pietro Gustinucci) per la loro disponibilità, competenza e voglia di mettersi in gioco.

Vi dò qualche dettaglio, che comunque troverete anche sulla brochure informativa. Le iscrizioni si aprono lunedì 23 gennaio 2012 e si chiuderanno mercoledì 29 febbraio 2012 e i posti sono limitati. La partecipazione per studenti ed ex studenti Caʼ Foscari è gratuita.

Gli interessati possono scrivere a interpretariato.traduzione@gmail.com, contattando la Rappresentante Sara DʼAttoma per le iscrizioni, oppure richiedere informazioni inoltrando una mail a Michele Mannoni.

Vi riporto alcune righe, in cui Michele racconta l’idea che sta dietro a queste due giornate.

Il mondo del lavoro che si prospetta davanti agli occhi dei neolaureati in Mediazione Linguistica o in Interpretariato e Traduzione è un mondo quasi completamente sconosciuto. Leggi il seguito di questo post »

Studiare, leggere, confrontare, scrivere…anticipazioni sul corso di traduzione editoriale del 25 febbraio, di Chiara Marmugi

Com’è nata l’idea di questo corso?

Mi verrebbe da dire da un incontro. Un incontro al Festival Book di Pisa, qualche anno fa,  fortemente voluto da una carissima comune amica che poi, come da copione, si è trasformato in grande amicizia. Perché lei ci conosceva bene, e sapeva dove saremmo andate a parare…

Chiacchiere dopo chiacchiere, figli e mariti, Inter (of course!), libri, … insomma, vita, abbiamo finito per parlare anche del nostro lavoro. La passione per quello che facciamo ci ha portato fin qua, a lavorare finalmente insieme al primo di una lunga serie di corsi sulla traduzione editoriale.

Oggi Chiara scrive un po’, e poi chi vorrà la potrà seguire a Pisa, il 25 febbraio prossimo.

Buona lettura, e grazie Chiara!

Con Sabrina abbiamo pensato di organizzare questo corso perché ogni volta che mi capita di parlare in pubblico immancabilmente qualcuno domanda: “Come si diventa traduttori letterari?” e dato il contesto non riesco mai a rispondere in maniera esaustiva.
È chiaro che non esiste una formula magica che ci apre le porte dell’editoria, ma il 25 febbraio prossimo cercheremo di darvi qualche consiglio che potrà aiutarvi a bussare nei modi e con i tempi giusti, e a evitare soprattutto gli errori fatali che molti principianti non sanno di commettere.
Qualche suggerimento però vorremmo darvelo anche qui sul blog di STL, nel caso non aveste il tempo per venire a lezione.
Il primo consiglio che mi sento di dare, e che a molti potrà apparire scontato, è quello di studiare. Studiare bene la lingua di partenza, qualsiasi essa sia, ma anche la lingua di arrivo, nel nostro caso l’italiano. Lingua source e lingua target sono ugualmente importanti. La prima possiamo anche darla per scontata, visto che a nessuno verrebbe in mente di intraprendere la carriera di traduttore o traduttrice senza conoscere la lingua da cui si vuole tradurre. Ma la conoscenza della seconda, ovvero della propria lingua, come si approfondisce? Come si impara a scrivere bene in italiano?
Innanzi tutto leggendo molto. Leggendo cose scritte bene e leggendo testi che trattano gli argomenti su cui vorremmo lavorare. Se vorreste tradurre gialli, leggete dei bei gialli, scritti bene, sia in italiano che in traduzione. Individuate dei bravi scrittori e dei bravi traduttori e spulciate i loro testi. Se invece vi piace la critica d’arte, saccheggiate i cataloghi delle mostre, gli illustrati e i libri di critica e analizzate frase per frase, concentrandovi sulla terminologia – già che ci siete, iniziate a crearvi un bel glossario personalizzato – e sulla sintassi, ma anche sul ritmo del testo e sulla voce narrante. Lo stesso vale per la letteratura rosa, i libri per ragazzi, i fantasy, il romanzo storico, la letteratura di viaggio…
Visto che volete imparare a scrivere per tradurre, un altro consiglio che posso darvi è quello di confrontare un testo tradotto e pubblicato con il suo originale. Esistono fior di traduttori da ogni lingua, individuate quelli che stimate di più e fate un vero e proprio lavoro di bottega provando a pre-tradurre i testi e poi facendo il confronto con le loro pubblicazioni. Sarà come avere un insegnante tutto per voi.
E l’ultimo suggerimento che posso dare a chi vuole imparare a scrivere in un buon italiano è quello di… scrivere! Scrivete appena potete e rileggetevi tanto e spesso, in modo tale da individuare gli errori per voi più ricorrenti e lavorare poi su quelli. Ai miei allievi consiglio spesso di aprire un blog, perché scripta manent e soprattutto vanno in giro per il mondo, obbligandovi a curare bene lo stile, se volete essere letti. Potete scrivere di tutto, recensioni di libri e film, critiche a traduzioni già pubblicate, ma anche la cronaca degli avvenimenti del palazzo in cui vivete, le imprese di vostro figlio – il mommy-blogging al momento va fortissimo! – i pensieri del vostro cane… scrivete di un argomento che vi sta a cuore, rileggete spesso e con attenzione e vedrete che con l’esercizio la scrittura sarà sempre più fluida e corretta e di conseguenza le vostre traduzioni zoppicheranno sempre meno.

IL SOCIAL: PERDITA DI TEMPO O STRUMENTO UTILE?

Gianni Davico torna a scrivere per STL e parla di un argomento che ha destato moltissimo interesse al corso sul marketing per traduttori, da lui tenuto il 26 marzo scorso.

Nell’attesa di ascoltarlo ancora, il 3 dicembre prossimo, un breve focus sull’utilità dei social network per la nostra professione.

Buona lettura, e grazie Gianni!

Le nostre vite sono ormai della marca 2.0. Tutte quante. Non si sfugge. Le opportunità sono infinite, è tutto fantastico però c’è un dilemma: quanto il fatto di essere costantemente connessi aumenta la nostra produttività e quanto è invece una distrazione?

Davide “Tagliaerbe” Pozzi cita uno studio statunitense che mette bene in risalto il danno derivato da tutte le distrazioni che interrompono il nostro lavoro. (Tuttavia anche mia figlia di cinque anni che vuole giocare con me teoricamente mi distrae. Devo rimanere concentrato.)

Ovviamente non c’è una risposta univoca alla domanda. Però ci sono delle soluzioni, che ciascuno adatterà al caso personale.

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